Un appezzamento di terreno situato sulle colline di Marostica diventa punto d’incontro tra l’uomo e la natura, un luogo in cui il paesaggio collinare si trasforma in esperienza sensoriale e spazio di riflessione.
Il terreno, che conserva intatte le caratteristiche morfologiche e ambientali tipiche di questa zona, si presta alla realizzazione di un giardino collinare dedicato alla coltivazione di ulivi, ciliegi, erbe officinali e una varietà di essenze floreali. Questo contesto naturale non solo valorizza la biodiversità locale, ma diventa anche terreno fertile per lo sviluppo di pratiche agricole sostenibili e attività didattico-educative.
Il progetto si configura come un invito a riscoprire il legame profondo e ancestrale tra l’uomo e la terra, offrendo l’opportunità di riflettere sul tema dell’ortoterapia, pratica che da secoli riconosce il potere rigenerante della natura sul benessere fisico e mentale dell’individuo. Attraverso l’osservazione del ciclo delle stagioni e la partecipazione attiva alla cura del giardino, si crea uno spazio di condivisione e consapevolezza, dove la cura della terra diventa anche cura di sé.
A plot of land nestled in the hills of Marostica becomes a meeting point between humanity and nature — a place where the landscape transforms into a sensory experience and a space for reflection.
The terrain, which retains the distinctive morphological and environmental features of this region, lends itself to the creation of a hillside garden dedicated to the cultivation of olive and cherry trees, medicinal herbs, and a variety of flowering plants. This natural setting not only enhances local biodiversity but also provides fertile ground for sustainable farming practices and educational activities.
The project is an invitation to rediscover the deep, ancestral bond between people and the land, offering a chance to reflect on the concept of horticultural therapy — a practice that for centuries has recognized nature’s regenerative power over physical and mental well-being. Through observing the rhythm of the seasons and actively participating in the care of the garden, a shared space of awareness and connection emerges, where tending the earth also becomes an act of self-care.









